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IL SETTORE EDILIZIO
Vista della piazza di del Comune di Aprilia

I DRONI: CI FANNO SOGNARECI AIUTANO A MIGLIORARE

Il termine "edilizia" ha oggi un significato più ampio che supera quello tradizionalmente riferito, in senso restrittivo, agli edifici pubblici e privati: è il momento operativo che traduce in una "realtà costruita" l'assetto del territorio, sia come insieme delle attività (politiche, economiche, tecniche, scientifiche, artistiche, sociali, legislative, ecc.) finalizzate a tale scopo, sia come insieme delle opere necessarie all'insediamento umano. In ultima analisi l'edilizia indica l'attività e le opere dell'uomo per rendere il territorio agibile a fini insediativi.
    Lo Spazio Costruito
    Per spazio costruito s'intende il luogo e l'ambiente che l'uomo crea artificialmente per poter svolgere determinate attività: dalla delimitazione di uno spazio aperto agli ambienti chiusi (gli edifici in senso stretto); dalla tenda alla mobil-house; dall'edificio singolo agl'insiemi costituenti insediamenti agricoli sparsi, insediamenti industriali, unità residenziali; da questi alla città come struttura di spazi costruiti.
    Le Opere Infrastrutturali
    Le opere infrastrutturali sono quelle opere indispensabili per la fruizione degli spazi costruiti alle varie scale d'intervento: dalle sistemazioni esterne ai vari allacci per i servizi, a livello di organismo edilizio; dalla viabilità alle reti per la distribuzione dell'energia, dell'acqua, per le telecomunicazioni, ecc., a livello di struttura urbana; dalle grandi opere di comunicazione (strada, ferrovie, ponti, viadotti, porti, aeroporti) alle costruzioni idrauliche e ai grandi impianti per la produzione e per la distribuzione dell'energia, a livello territoriale.
    L'integrazione dello spazio costruito e delle opere infrastrutturali determina, secondo una logica unità, il "contesto costruito", o, per meglio dire, il "contesto edilizio". In pratica l'edilizia ha la finalità di realizzare gli organismi edilizi (lo spazio costruito con le relative infrastrutture, dal singolo edificio alla struttura urbana) e le infrastrutture a livello territoriale (dalle opere stradali e ferroviarie ai porti e agli aeroporti, dai ponti e viadotti alle costruzioni idrauliche, ecc.). L'edilizia deve soddisfare innanzitutto le esigenze abitative intese in senso lato; da ciò consegue che l'oggetto edilizio finale è caratterizzato dall'attività umana di cui consente lo svolgimento.
      Gli Standard Urbanistici
      Per la rispondenza della singola opera edilizia, dell'insieme insediativo e delle esigenze urbanistiche, vengono definiti attraverso apposite leggi a livello nazionale o regionale e attraverso regolamenti di organi ed enti pubblici di committenza, gli standard urbanistici. A livello di assetto territoriale l'edilizia è regolata, oltre che dagli standard urbanistici, da leggi generali e di settore (nazionali e regionali), ed è pianificata mediante atti e strumenti a livello regionale, comprensoriale, comunale: il piano regionale, il piano comprensoriale, il piano regolatore o particolareggiato comunale, il piano di settore, con le relative norme di attuazione.




      La Sicurezza
      Per soddisfare le esigenze di sicurezza (sotto il profilo statico, dinamico, degli incendi, e dei sismi, ecc.) e per garantire al lavoratore in fase costruttiva, e all'utente in fase di esercizio, vengono emanate a livello nazionale e regionale norme per definire le capacità di prestazioni in tal senso dei materiali base, degli elementi costruttivi isolatamente considerati, degl'insiemi di elementi costruttivi (per es., norme sulle costruzioni a scheletro o a pannelli).
      Anche per quanto concerne il comfort si provvede con una normativa generale o specifica per destinazione d'uso (per es. scuole, ospedali, abitazioni, ecc.) relativa sia ai singoli elementi costruttivi (per es. capacità di prestazione di un pannello-facciata ai fini dell'isolamento termico) sia allo spazio costruito nel suo insieme (per es. i requisiti a cui deve soddisfare un'aula scolastica per quanto concerne l'isolamento acustico, l'illuminazione naturale, ecc.).
      Le Norme Tecniche
      Le norme relative alla sicurezza o al comfort, dette anche norme tecniche per l'edilizia, dovrebbero condurre all'individuazione, tenuto conto dei fattori socio-economici e ambientali del contesto in cui si opera, degli attributi di qualità che debbono avere a tal fine sia l'oggetto edilizio finale che l'oggetto edilizio intermedio. Caratteristica di tali norme dovrebbe essere la flessibilità; poiché non si tratta soltanto di effettuare un controllo passivo di ciò che il mercato edilizio produce, ma soprattutto di recepire quanto il progresso tecnico offre nel tempo e di rispondere in modo aggiornato ai mutamenti che il contesto socio-economico costantemente manifesta. Infine, per rispondere alle esigenze economiche, premesso che in tale ambito incidono in modo determinante gli indirizzi e i provvedimenti di economia politica degli organi di governo, le condizioni economiche e sociali del contesto in cui si agisce, l'organizzazione della produzione imprenditoriale e il progresso scientifico e tecnologico, è necessario individuare i fabbisogni edilizi per settore, definire la domanda reale del bene edilizio (suddividendola per settori) e quindi pervenire alla determinazione dei costi ammissibili per un determinato intervento edilizio.
      Quantità e Qualità
      Ponendo in relazione le quantità e le qualità (in senso globale) dello spazio costruito da realizzare (con le relative infrastrutture) si può definire ai vari livelli d'intervento, in base alle possibilità finanziarie della committenza, lo stanziamento per l'intera operazione. Per preventivare i costi unitari ammissibili, s'indicizza, attraverso degli standard economici, il costo max di entità definite per categorie d'intervento (per es. per l'e. scolastica il costo max per aula o per posto allievo). Per quanto concerne il costo di costruzione tradizionalmente inteso (il momento relativo al rapporto impresa costruttrice-committenza) si determinano degli indici unitari di riferimento riguardanti sia il costo globale dell'opera (costo a m3 vuoto per pieno, costo a m2 di superficie coperta, ecc.) sia dei vari componenti (materiali ed elementi costruttivi, ivi compresa l'incidenza della mano d'opera); tutto ciò si concretizza negli elaborati tecnico-economici che sempre accompagnano un progetto, quali le specifiche di qualità e di modalità costruttive (per es. il capitolato speciale d'appalto), l'analisi dei prezzi e l'elenco dei costi unitari.
      Naturalmente la gestione (tecnico-economico-amministrativa) del processo edilizio, pur nella sua struttura integrata, può apparire disaggregata per i vari momenti operativi, tanto che si possono individuare: una gestione della fase programmatica, della fase progettuale, della fase produttiva ed esecutiva, della fase di esercizio del bene edilizio, ecc.

      I Protagonisti del processo edilizio
      Per quanto detto sono oggi molteplici e con competenze differenziate, spesso in conflitto tra loro e alla ricerca di una reale integrazione sulla base di comuni obiettivi socio-economici; essi sono: gli utenti, gli enti pubblici preposti all'edilizia, gli enti di committenza pubblica, la proprietà privata e le società immobiliari, l'industria edilizia, le maestranze e i professionisti.

      • Gli utenti, com'è noto, sono coloro che usufruiscono, a livello singolo o collettivo, del bene edilizio, della cui realizzazione debbono, in pratica, sopportare l'onere economico, direttamente o indirettamente.
      • Gli enti pubblici preposti all'edilizia (a livello nazionale, regionale e comunale) debbono determinare i fabbisogni e programmare gl'interventi sia per la residenza con i relativi servizi sociali, sia per le infrastrutture generali e specifiche per l'agricoltura e l'industria. Essi, dovendo interpretare le esigenze della collettività, svolgono la loro attività in una sfera al tempo stesso politica, amministrativa, giuridica, finanziaria ed economica.
      • Gli enti di committenza pubblica costituiscono, a livello attuativo, il tramite tra utenza e potere pubblico, cioè tra domanda e risposta; in effetti essi debbono provvedere all'analisi della domanda, interpretando le esigenze dell'utenza, a indicare gli attributi di qualità che dovrà possedere il bene edilizio, alla localizzazione effettiva degli interventi e quindi all'organizzazione tecnico-economica e al controllo della progettazione, esecuzione, assegnazione e manutenzione delle opere edilizie.
      • La proprietà fondiaria privata e le società immobiliari hanno avuto, e tuttora hanno, un peso rilevante nel processo edilizio, in quanto lo possono condizionare non soltanto nel modo di sviluppo ma alterarne le finalità. In realtà un incontrollato mercato delle aree edificabili produce fenomeni speculativi e privilegi di posizione tali da compromettere un organico assetto urbano e territoriale, di cui sono testimonianza le espansioni caotiche e a macchia d'olio delle città italiane e la distruzione dei valori paesistici delle nostre coste.

      • L'industria edilizia interessa sia la realizzazione di organismi edilizi e infrastrutture (imprese costruttrici) sia la produzione di materiali base ed elementi costruttivi (fabbriche a livello artigianale e industriale). Pertanto l'industria edilizia si configura oggi come un sistema complesso di relazioni tra il settore delle imprese costruttrici e quello delle ditte produttrici di materiali base ed elementi costruttivi; settori quindi che risultano strettamente legati l'uno all'altro sotto il profilo produttivo ed economico, e che unitamente debbono rispondere non soltanto alle proprie esigenze commerciali ma anche alle istanze del mondo del lavoro e dell'utenza. L'industria edilizia non può più essere considerata come volano occupazionale di altri settori industriali o dell'agricoltura, costituisce ormai un'industria chiave dello sviluppo economico e sociale di una nazione.

      • Le imprese costruttrici s'interessano alla costruzione di opere idrauliche, di impianti idroelettrici, di opere stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali, di edifici per le varie destinazioni d'uso e quindi alla realizzazione dei complessi urbani, agricoli e industriali. Data l'ampiezza del campo d'interesse si passa dall'impresa capace di realizzare sia edifici che opere infrastrutturali, all'impresa qualificata per una sola categoria di opere e infine all'impresa specializzata per cicli di lavorazione (opere di fondazione, carpenterie, opere murarie, opere di finitura, ecc.). Oggi anche nei paesi più avanzati le medie e piccole imprese coesistono con le grandi, nonostante il processo d'industrializzazione in atto; anzi proprio per questo si tende a determinare campi operativi diversificati in modo da consentire l'operatività e lo sviluppo a categorie di imprese con diversa potenzialità. In particolare si sta promuovendo l'organizzazione in forme consorziali o cooperativistiche delle imprese medie e piccole, a evitare anche un'azione monopolistica da parte delle grandi imprese.

      • Le maestranze. Se l'industria edilizia sta subendo una profonda trasformazione, ne consegue ovviamente che anche il ruolo delle maestranze nel processo edilizio è soggetto a una modificazione per quanto concerne sia le competenze sia il comportamento. Volendo brevemente accennare all'attuale qualificazione delle maestranze edili operanti nel cantiere, si può rilevare che alle tradizionali competenze si devono aggiungere quelle nuove degli addetti al movimento delle attrezzature meccaniche (trattoristi, escavatoristi, gruisti, ecc.), degli operai specializzati nel montaggio di costruzioni e di opere prefabbricate, e infine quella dell'operaio polivalente, cioè qualificato per tecniche costruttive sia tradizionali che nuove. La figura dell'operaio polivalente tende ad assumere sempre maggiore importanza con l'introduzione dei procedimenti costruttivi industrializzati. Comunque la qualificazione delle maestranze resta, come per il passato, legata a specifici procedimenti costruttivi o cicli di lavorazione attinenti particolari elementi di fabbrica e costruttivi.

      • Per quanto riguarda il mondo professionale, è evidente come la vastità dei campi d'interesse insiti nell'edilizia, in relazione sia alle sue implicazioni a livello di assetto territoriale sia al processo d'industrializzazione che va subendo, coinvolga oggi una molteplicità di competenze disciplinari che supera la tradizionale identificazione del professionista per l'edilizia con l'ingegnere edile e con l'architetto. Ciascun campo di attività a sua volta comprende più competenze professionali diversificate a seconda del tipo di committenza. Pertanto compaiono numerose figure professionali: l'urbanista, l'ingegnere del territorio, l'esperto nell'informatica e nella sistemistica, l'economista, il sociologo, l'esperto giuridico, l'esperto nell'utilizzazione delle risorse, l'ecologo, l'igienista, l'ingegnere manageriale, l'ingegnere esperto nella gestione economico-amministrativa delle aziende, il direttore di cantiere, il direttore dei lavori, l'ingegnere edile, l'architetto, il designer, il tecnico diplomato, il tecnologo della produzione, l'esperto nel restauro e risanamento dei centri storici e del patrimonio edilizio preesistente, l'esperto di monitoraggi termografici e l'esperto di riprese aeree (il pilota di droni) etc. etc. La struttura dell'apparato tecnico-professionale ha subito e sta subendo un tale mutamento che non è più pensabile il professionista singolo illuminato, il tecnico tuttofare, ormai incapace di offrire una risposta in termini di sintesi globale alla domanda poliedrica della nostra civiltà.

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