Il pilota di APR - 360RSI - Ricerca Sviluppo Innovazione a 360°

Logo 360RSI Ricerca Sviluppo Innovazione
Vai ai contenuti
IL PILOTA DI APR
Vista della piazza di del Comune di Aprilia

PILOTA DI APR: PER PASSIONEPER EVASIONE

Storia di volo
La mia storia come aereomodellista risale a quando ero piccolo, perché viaggiavo spesso in aereo con la mia famiglia, da adolescente mi sonno affezionato ai volumi che trattavano di aerei della seconda guerra mondiale, più avanti con l'età ho collezionato anche un'intera eciclopedia sul mondo aeronautico. Costruivo aeroplani di plastica e di metallo, poi nel 2009 mi coprai il mio primo elicottero elettrico radiocomandato, due settimane per assemblarlo, una settimana per collaudarlo, un secondo per schiantarlo, e già! L'Aeronautica per come la conosco io, non si è fatta in un giorno, quanti fallimenti ci sono stati prima di portare un aereo a spasso per i cieli... ma il bello del volo è anche questo e quindi non mi sono arreso e ho continuato la mia carriera di aeromodellista dinamico.

Nel 2013 con il passare del tempo e con l'evoluzione degli aeromodelli, sono passato dall'elicottero ai mio primo quadricottero, un Parrot, drone che era difficile da comandare con il cellulare e soffriva di qualche disturbo con le frequenze domestiche, così mentre provavo una manovra acrobatica mi si è schiantato su un albero di casa, danneggiato in modoo irreversibile, ne comprai un altro uguale che ho tenuto però come una reliquia.
Iter Burocratico
Nel 2015 presi il mio primo brevetto valido per 4 anni da operatore riconosciuto Enac per volare nella legalità. Le spese non sono state poche, infatti l'iter burocratico per il ragggiungimento del "patentino" è stato lungo e laborioso. In primis, ho dovuto pagare la visita di un medico AME, poi la scuola di volo privata riconosciuta dall'Enac per effetture il corso intensivo di una settimana (33 ore), che previo esame mi ha rilasciato l'attestato di operatore APR (valido per comandare droni con peso al decollo <25Kg).

Dopodiché ho dovuto comprarmi il drone e le batterie, fare una lunga sperimentazione per conoscerne le funzioni degli apparati presso un'area sicura e sufficentemente isolata, poi pagare una società specializzata in aeronautica per aiutarmi a stilare i manuali (di configurazione, di volo, delle operazioni, di analisi del rischio e di consuntiva prove) da sottoporre ad Enac (manco fosse stato un elicottero vero!).

Compilare dei moduli prestampati da Enac, come la dichiarazione di rispondenza al regolamento vigente del periodo, affrancata con marca da bollo da 16,00€ (successivamente questa apposizione è stata tolta dallo stesso ente), compilare il modulo delle "Limitazioni del sapr". Mandare tutta la documentazione elaborata (oltre quella nativa del drone comprato), solo via posta elettronica certicata (quindi comprare anche un accout di posta elet. cert.) ad Enac per il controllo.

Dopo un mese e mezzo mi è giunta una mail che mi richideva di saldare le spese per i servizi ottemperati da Enac attraverso il lavoro di un loro impiegato per avermi controllato tutta la documentazione inviata per posta, al ricevimento della somma dovuta (183,00€) mi avrebbero inserito nell'albo dei piloti riconosciuti Enac e così è accaduto.

Con le modifiche ai regolamenti ogni 3 mesi dal 2015 si è giunti alla pubblicazione di un nuovo regolamento per i mezzi aerei a pilotaggio remoto stilato da Enac a fine 2016. Così nei primi mesi del 2017 ho dovuto "per forza" convertire il mio valido attestato (pena l'esclusione dalla lista degli operatori riconosciuti). Quindi ho pagato nuovamente una società che andasse bene all'ente per riavere uno nuovo brevetto con validità di 5 anni. La sessione di convalida prevedeva, un corso di aggiornamento teorico con test finale e una prova tecnica di volo, con un esaminatore. Questa volta l'Enac ha preteso per l'invio della documentazione per posta elettronica certificata, che il tutto fosse firmato digitalmente e così mi sono dovuto comprare anche una chiave usb che certificasse la mia identità (altre spese da aggiungere alla lunga lista), ed ho inviato nuovamente tutto all'ente per la convalida, senza pagare nulla, perché già lo avevo pagato in precendenza (modalità prevista all'interno dei moduli prestampati).

Oltrepoi richiedere la registrazione al sito D-flight per il rilascio di un codice "Q" (temporaneo) da incollare obbligatoriamente sul drone per l'identificazione e il riconoscimento dell'APR. Una volta finite queste procedure burocartiche per lavorare in sicurezza, oltre a rispettare i limiti imposti dal regolamento Enac vigente, ed inviare documentazione dei voli ogni fine anno (da Gennaio 2019 non più richiesto), l'operatore è obbligato ad assicurare il drone, con una polizza adeguata per usi lavorativi o addestrativi. Quindi un drone riconosciuto Enac non può essere assicurato come un aeromodello per qualsiasi tipo di volo (lavorativo e non), perché anche se ne ha le fattezze, non ne ha più le caratteristiche, in quanto registrato come un APR.
Progresso tecnologico
Il mondo dei droni offre macchine per tutte le tasche, oggi di apparecchi volanti radiocomandati ne sono usciti sul mercato di tutte le forme, di tutte le grandezze e tipologie, oltre ai classisi modelli di bassa fattura, ci sono anche quelli più performanti, per lo sport con tecnologia FPV (first person view) e per il mondo del lavoro (cinema, edilizia, beni culturali, sicurezza, etc. etc.).

La tecnologia evolve e di parecchio, i droni si fanno sempre più piccoli (vedi sezione tecnologia) e meno ingombranti, con l'avvento dei trecentinni (droni da 300gr o poco meno) è stato abbattuto il muro della portabilità. Ora strumenti di inoffensività come possono esserlo i sensori di anticollizione e i para-eliche sono il fondamento per operare (intendendo lavoro sapr) in sicurezza, ecco perchè anche le polizze assicurative dovrebbero adeguarsi alla tecnologia montata sui droni e non solo al peso complessivvo al decollo.

I Trecentini
I droni da 300g conosciuti anche come trecentini, hanno permesso a molte persone di sperimentare il mondo dei piloti di APR senza spendere eccessivamente in attrezzature e corsi specifici. E' stata per tutti una ventata di aria fresca, anche per quei piloti che lo erano già da tempo e che grazie a questa miniaturizazione tecnologica hanno potuto ampliare il parco dei mezzi aerei in uso.

L'iter burocratico per la certificazione di questa classe di droni, risulta essere molto snello, in quanto non è richiesta la visita di un medico AME, non bisogna fare corsi specifici (anche se sarebbe opportuno conoscere almeno le regole dell'aria) per prendere il patentino, non è richiesta l'installazione del terminatore di volo, come previsto per i droni più pesanti. Un drone che rispetti il regolamento ENAC, la cui massa al decollo complessiva e comprensiva di paraeliche non superi il peso prefissato di <=300g è dichiarato dallo stesso ente "inoffensivo". Pertanto è possibile volare anche in città, ma non di notte o sopra la gente (feste di paese, manifestazioni, raduni, concerti, etc. etc.), è bene sempre volare nel rispetto delle regole ENAC e ENAV e della privacy.

Dopo aver fatto la sperimentazione propedeutica, aver stilato i manuali (di configurazione, di volo, di manutenzione, di sperimentazione) e compilato la modulistica ENAC (dichiarazione di rispondenza con firma elettronica dell'operatore APR) e avere versato all'ente una quota pari a €94,00 (comprensiva di:  Articolo N43 - Diritti Dichiarazioni SAPR - SAPR - Dichiarazioni operazioni specializzate non critiche € 90,00 + Articolo N07-1 Spese e diritti accessori (maggiorazione del 2% per spese indicate nell'art.7 comma1 €1,80 + Arrotondamento €0,20 + Bollo €2,00) e spedito tutto all'ente. Dopo qualche settimana/mese di attesa il drone e l'operatore dell'APR vengono inseriti nella lista degli operatori riconosciuti a livello nazionale. Dato che ENAC non invia a gli utenti notifica di registrazione, bisogna controllare una tantum sul loro sito web. Avvvenuto ciò, dopo essersi registrati sul sito D-Flight, bisogna procedere alla registrzione digitale del drone in uso, la procedura rilascerà un "codice Q", che va stampato e applicato oltre alla targhetta di identificazione dell'APR e dell'Operatore riconosciuto, sull'APR in uso e sulla stazione di terra (radiocomando).

Prima di procedere con i lavori aerei è bene sapere che il trecentino va assicurato, anche se sarebbe cosa buona assicurarlo quando si inizia la sperimentazione propedeutica, l'assicurazione da aeromodellista non è valida in quanto il "trecentino" perde le caratterisiche di aeromodello non appena si effettuano tutte le operazioni ad uso SAPR, quindi ricandenti nel mondo di ENAC.
             
Novità del 2019 - la storia si ripete, ancora un altro reset!
A fine Gennaio 2019 esce un comunicato sul sito D-Flight che avvisa tutti gli utenti registrati:
Si informano gli utenti che a partire dal 24 maggio 2019 l'erogazione dei servizi d-flight  sarà temporaneamente sospesa per permettere un profondo intervento di modifica. Il servizio sarà nuovamente attivo a partire dall’inizio di luglio 2019, con l’avvio in esercizio di una piattaforma completamente rinnovata nello stile e nelle modalità di interazione. Tuttavia, i QR code già generati, così come le registrazioni già effettuate, decadranno dal 24 maggio e sarà richiesto a tutti gli utenti di effettuare una nuova registrazione e di rigenerare i QR code per i propri mezzi. Ci scusiamo per il disguido ma siamo certi che apprezzerete il nuovo servizio, sviluppato in coordinamento con ENAC, per accogliere le novità del nuovo regolamento EASA.

Ricordiamo a tutta l’utenza che, stante il regolamento vigente (https://www.enac.gov.it/sites/default/files/allegati/2018-Lug/Regolamento_APR_Ed2_Em4_180704.pdf) e le circolari ENAC emesse ad oggi, al momento:
  • per l’impiego ricreativo dei droni non sussiste alcun obbligo di registrazione, né dell’operatore né del mezzo;
  • per l’impiego professionale dei droni, operatori e droni debbono essere dichiarati (per operazioni non critiche o critiche in scenari standard) o autorizzati (per operazioni critiche), secondo le procedure e gli strumenti indicati da ENAC sul proprio sito.
Si ricorda infine che è possibile adempiere al requisito ENAC di cui all’Art. 8.1. del Regolamento applicando, al proprio mezzo e alla stazione di terra, un’etichetta in cui si riportino succintamente i dati relativi alla dichiarazione/autorizzazione ricevuti da ENAC.

Novità del 2018 - ci risiamo un altro reset!
A Luglio 2018, Enac e Enav riassettano il sito D-flight, quindi tutti gli account precendetemente caricati vengono disabilitati, (personalente non ho ricevuto nessun email informativa da parte dell'ente o di D-Flight per la chiusura dell'account). Quindi tutte le informazioni sono state reperite sul web, grazie ad alcuni siti di settore. Il sito D-flight, si presenta sotto una nuova veste, gli account utenti sono stati congelati in attesa che tutti i piloti di droni professionali e ricreativi (novità di Luglio) comprendano a pieno il nuovo sistema elaborato (sistema che a Ottobre 2018 ancora presentava dei disservizi).

La guida messa a punto dai tecnici di D-flight (link) spiega come districarsi per l'accesso e l'iscrizione al portale con molte illustrazioni, come riportano alcune righe estrapolate dal loro sito: "I QR code rilasciati gratuitamente a titolo sperimentale fino alla data del 31 luglio 2018 non saranno più considerati validi. Tuttavia, consapevoli che il servizio presenta ancora alcune problematiche di funzionamento, è transitoriamente possibile adempiere al requisito ENAC di cul all’Art. 8.1. applicando, al proprio mezzo e alla stazione di terra, un’etichetta in cui si riportino succintamente i dati relativi alla dichiarazione/autorizzazione ricevuti da ENAC."... "Le operazioni dei droni e l’utilizzo dei servizi D-Flight per gli utenti che rientrano nel Regolamento ENAC “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto” sono soggetti al pagamento di tariffe. La registrazione al portale è gratuita. Tuttavia, la fruizione di alcuni servizi dedicati agli operatori SAPR, ivi incluso il servizio di generazione dei QR code, sarà soggetto al versamento all’operatore D-Flight di un canone annuale di € 20 + IVA. Il pagamento del canone consente la pubblicazione ufficiale delle c.d. No Fly Zone da parte delle autorità competenti nonché lo sviluppo di servizi a beneficio di tutti gli operatori UAS, professionali e ricreativi, secondo un piano di rilascio che è anche allineato con il programma europeo U-Space. Al rilascio del QR code corrisponde il pagamento di un corrispettivo una tantum per le attività di regolazione e sorveglianza di settore effettuata dall’ENAC. Tale importo è pari a € 5 per ciascun drone."

Con l'ingresso a settembre 2018 del nuovo regolamento europeo EASA, che andrà a sostituire l'ente italiano ENAC dal 2022, nuove e importanti norme per gli utilizzatori di APR sono in fermento. Nuove classi di volo, nuovi corsi e nuove spese per tutta l'utenza sono in arrivo.
© 360RSI - Ricerca Sviluppo Innovazione
Portfofio web - Diritti Riservati
© 360RSI.COM
Diritti Riservati
Torna ai contenuti